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Le nuove occupazioni ”verdi” – estratto da GreenItaly 2011

Estratto dalla ricerca di Unioncamere – Fondazione Symbola “Green Italy -L’economia verde sfida la crisi. Rapporto 2011″. (pag. 185-188)

Le nuove occupazioni “verdi” 

Nel rapporto 2010 di GreenItaly erano state evidenziate, in maniera esemplificativa, una dozzina di figure “verdi” emergenti sul mercato del lavoro, che però la Nomenclatura ufficiale delle professioni (NUP) non aveva ancora censito. La breve carrellata che proponiamo quest’anno, anche essa di carattere esemplificativo, scende maggiormente nel dettaglio per mostrare come la green economy e i green jobs stiano nel frattempo maturando ancora.

Si tratta di green job completamente nuovi, come l’auditor in emissioni di gas serra, determinati da nuove tecnologie o nuove necessità ambientali o bisogni socio-economici, o quelli che specializzano competenze già esistenti caratterizzandole in senso green, come il giurista ambientale o l’esperto del ciclo di vita dei prodotti industriali. Le figure professionali che seguono sono perciò per molti versi rappresentative non solo dei settori e dell’offerta formativa disponibile negli ultimi due anni su tutto il territorio nazionale, ma anche dei nuovi fabbisogni espressi dalle imprese e dei professionisti che, in queste vesti, hanno già fatto il loro ingresso nel mondo del lavoro.

1. Auditor esperto in emissioni di gas serra in atmosfera
Per effetto della Direttiva 2009/29/CE, la gestione delle emissioni dei gas serra sarà estesa, a partire dal 2012, anche a settori industriali precedentemente esclusi, per esempio per la fabbricazione di prodotti ceramici o la produzione di alluminio. Il che significa intervenire sui processi produttivi, raggiungendo una maggiore efficienza energetica e anche una riduzione delle emissioni inquinanti. L’auditor esperto di emissioni di gas serra conosce gli elementi normativi e metodologici per soddisfare le richieste della Direttiva ed è capace di redigere il bilancio di emissione di gas serra, di gestire le strumentazioni necessarie, comprese le attività di campionamento ed analisi ed ha competenze specifiche in merito alle attività di audit.

2. Tecnico superiore per industrializzazione, qualità e sostenibilità dell’industria del mobile 
L’industria del legno e del mobile si trova in prima linea per quel che riguarda la sensibilità ambientale. Non solo i consumatori sono più attenti alle certificazioni di prodotto, ma anche le normative si sono fatte più stringenti in termini di qualità.
Il tecnico superiore per industrializzazione, qualità e sostenibilità dell’industria del mobile si occupa dei cicli di lavorazione, cura l’adeguamento delle tecnologie di produzione e l’eventuale ricorso a risorse esterne. In particolare conosce e applica i software di disegno esecutivo del prodotto e dei suoi componenti, conosce la tecnologia dei materiali utilizzati nell’industria del settore, definisce i cicli di lavorazione e collabora alla definizione dei piani di qualità e delle procedure di controllo qualità. La sua specializzazione in termini green gli consente di ottimizzare la produzione in termini energetici e di rispettare tutte le norme e le sensibilità di mercato in fatto di ambiente e sostenibilità.

3. Operatore marketing delle produzioni agroalimentari biologiche 
Il biologico sta conquistando fette di mercato sempre più importanti, sia in ambito nazionale che in quello locale e per questo ha bisogno di figure competenti che conoscano bene il prodotto (qualità, giusto prezzo, mercato di riferimento, canali di distribuzione, norme comunitarie in materia, ecc.) e che sappiano come attivare un’ottima campagna promozionale del prodotto stesso.
L’esperto del marketing delle produzioni agroalimentari biologiche potrà essere impiegato all’interno di aziende biologiche, che si occupano di produzione, di commercio, di consulenza tecnica sul prodotto e sul commercio dello stesso, di distribuzione.

4. Statistico ambientale 
Lo statistico ambientale è il professionista che analizza i dati ambientali, collabora alla progettazione e alla dislocazione di reti per il monitoraggio ambientale, inventa e sostiene sistemi di indicatori ambientali. Può partecipare anche alle Via. Rileva la coerenza di progetti o lo stato dell’ambiente in relazione alle normative sulla qualità delle risorse naturali. È esperto nei criteri di costruzione di sistemi di indicatori ambientali e di misura delle variabili elementari per la quantificazione degli indicatori, si occupa della metodologia per la formulazione di piani di campionamento per la verifica degli standard di qualità delle risorse ambientali e di quella per l’analisi È una figura essenziale per l’analisi dei risultati, soprattutto nelle agenzie per l’ambiente, nelle ASL, nei comuni e nelle province dotati di reti di rilevamento ambientale, nei nuclei di valutazione dell’impatto ambientale di opere pubbliche, nelle imprese private che richiedono un certificato di qualità ambientale.

5. Risk manager ambientale
La figura interessa sia le grandi imprese sia quelle piccole e micro. Il risk manager ambientale analizza e individua i punti deboli, le possibili falle e i rischi a cui l’azienda potrebbe essere esposta e garantisce il rispetto delle norme in materia ambientale e di sicurezza sul lavoro. Valuta i rischi anche in riferimento alle conseguenze sull’attività commerciale. Affronta i rischi di calamità naturali nelle fasi antecedenti ed eventualmente successive agli eventi. Questo professionista progetta e propone le soluzioni più idonee al fine di prevenire o ridurre i rischi e realizza le politiche di gestione, monitorando nel tempo la loro evoluzione e il programma stesso di risk management messo in atto.

6. Ingegnere dell’emergenza
Le caratteristiche geografiche del nostro Paese, la complessa rete di collegamenti internazionali e i numerosi problemi che in questo contesto si pongono a causa di eventi naturali e squilibri sociali, impongono una capacità sempre maggiore di intervenire in condizioni di emergenza. Lo sviluppo di nuovi materiali, nuovi componenti e sistemi consentono di concepire processi di intervento e gestione dell’emergenza adatti a situazioni complesse. Lo sviluppo di competenze nel settore dell’ingegneria dell’emergenza si è imposto come una reale necessità nella formazione dei livelli operativi di alto profilo.
Questa figura, proveniente da diversi iter universitari, esprime al meglio le proprie competenze quando opera nel contesto dell’emergenza di protezione civile nelle diverse fasi di previsione, prevenzione, pianificazione e gestione. L’ingegnere dell’emergenza opera nella conservazione, tutela, difesa e valorizzazione dell’ambiente e del territorio, così come nella gestione e pianificazione dell’ambiente e delle risorse. È esperto negli scenari di rischio e nei metodi di pianificazione.

7. Progettista di architetture sostenibili 
Le competenze professionali di questa figura gli consentono di utilizzare nuovi strumenti teorici e pratici dell’architettura e dell’ingegneria per un approccio integrato alla progettazione, dove il dialogo tra architettura, software di progettazione e tecnologia sia alla base di una chiara visione dello spazio costruito come elemento di interfaccia tra materia e informazione, tra corpo e luogo, tra locale e globale. Il suo approccio è di tipo sistemico: dalla progettazione bioclimatica alla conoscenza e uso dei materiali ecocompatibili, il progettista di architetture sostenibili non opera soltanto nell’ambito dell’edilizia ma anche in quello dell’urbanistica, progettando nuove opere o riqualificando quelle esistenti.

8. Esperto del ciclo di vita dei prodotti industriali 
Negli ultimi anni il concetto di “Product lifecycle management”, ovvero di gestione del ciclo di vita del prodotto, è diventato il paradigma della moderna conduzione del sistema industriale, tanto più nei processi di greening e nelle imprese della green economy. La definizione di PLM richiede una profonda integrazione delle metodologie ingegneristiche per la gestione del prodotto con la visione manageriale necessaria alla gestione dei cicli di vita commerciale di bisogni, modelli, prodotti e settori industriali.
L’esperto del ciclo di vita dei prodotti industriali è in grado di utilizzare strumenti di collegamento e analisi di dati dell’area tecnica (CAD, distinte di progettazione, componenti di fornitura, ecc.) con dati dell’area gestionale (distinte e piani di produzione, approvvigionamenti, vendite, esercizio, assistenza e ricambi, ecc.). Le competenze di questa figura sono tali che se per ragioni aziendali questo professionista dovesse comunque ricoprire posizioni funzionali “classiche” (progettazione, ingegneria di produzione, ecc.), avrà comunque sviluppato una visione integrata dei processi aziendali e competenze interdisciplinari e interfunzionali tali da poter adeguatamente collaborare al miglioramento della competitività dell’impresa, assai più fattivamente di quanto possibile con una semplice esperienza lavorativa in una funzione aziendale.
L’esperto del ciclo di vita dei prodotti industriali è maggiormente diffuso nel settore industriale manifatturiero anche se le sue competenze stanno travasandosi anche nel settore delle telecomunicazioni, dell’energia e dei servizi: in generale in tutte quelle attività o settori dove esiste un focus e un ciclo di vita di sviluppo di nuovi prodotti o servizi.

http://www.csr.unioncamere.it/P42A654C369S68/Le-nuove-occupazioni—verdi——estratto-da-GreenItaly-2011.htm

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