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SESA SpA: la voce del Presidente; responsabilità sociale d’impresa e filosofia aziendale…

L’esperienza accumulata durante le ore di teoria del nostro corso, essendo stati ospiti di SESA SpA, ci ha portati a parlare con il Presidente Mario Sandrin (foto sotto). Ringraziandolo sin d’ora per la professionalità profusa alla causa, di seguito vi riporteremo quanto emerso da una nostra breve intervista. Dalle parole dello stesso Presidente si potrà cogliere l’attenzione dedicata dall’azienda a tutte le sfaccettature dei suoi servizi rivolti alla collettività.

Gentile Presidente, cosa vuol dire Responsabilità Sociale d’Impresa per SESA? 

Non amo usare definizioni accademiche, quindi vi dico che ho la fortuna di presiedere e rappresentare i lavoratori di SESA e personalmente ritengo che l’impresa non sia un concetto astratto, ma la somma delle azioni di tutti noi. Dall’ultimo dei Presidenti al primo dei Collaboratori, ognuno per la propria mansione, tutti noi cerchiamo di fornire il nostro importante servizio alle persone e alle comunità con comportamenti corretti, trasparenti e responsabili. Ci occupiamo principalmente di rifiuti urbani ed ogni giorno cerchiamo di conseguire un servizio quanto più Sostenibile ponendo attenzione e rispetto alla Natura, ai territori che ospitano i nostri impianti ed a tutti i cittadini che abitano le zone da noi servite . Questa filosofia ci deve contraddistinguere in tutto ciò che facciamo perché dobbiamo salvaguardare il nostro presente ed il nostro futuro nel tentativo di lasciare un ambiente migliore alle generazioni che ci succederanno.

Qual ‘è la strategia sociale di SESA?                                                                                                 

Agli occhi di un management “vecchio stile” non vi sarebbero esigenze per una strategia sociale legata al riconoscimento e al conseguimento di una posizione sul mercato dei rifiuti. Oggi, per essere riconosciuti dai potenziali clienti, nel mondo dei servizi ecologici è rilevante dare soluzioni sempre meno impattanti e sempre più economiche; infatti questo è ancora possibile in quanto si è ancora lontani dal mitico obbiettivo del rifiuto zero . I classici investimenti in ricerca e sviluppo restano fondamentali a supporto di un’azione di marketing tradizionale. Detto questo, proprio la tematica dei rifiuti abbisogna del coinvolgimento di tutti i cittadini per la sua gestione e soluzione; conseguentemente per SESA diventa fondamentale la percezione dei benefici sociali connessi alla sua presenza e azione. La Nostra azienda si interessa della promozione del benessere sociale e ambientale nelle comunità ove hanno sede gli impianti prescindendo dal motivo di differenziarsi dai competitors, ma perseguendo la fiducia dei cittadini. Quindi la responsabilità sociale è parte integrante della politica aziendale di SESA e, tra le altre cose, questa strategia mira anche a creare rapporti stabili e non sporadici con organizzazioni no-profit creando, perché no , anche occasioni di lavoro.

Quali sono gli stakeholder di SESA? Come li ha mappati?  

Individuare gli stakeholder di SESA può diventare un lavoro lunghissimo per la miriade di attività, ambiti e contesti che tutti i giorni si affrontano. Rispondo in maniera sintetica ma non superficiale: i cittadini di Este sono stakeholder primari, infatti, sono i proprietari di SESA rappresentati dal Comune. Sicuramente la componete pubblica ha reso sensibile la società al territorio, ma è doveroso precisare che si è completata nella sua filosofia anche grazie alla componete privata, sia in termini di efficienza che di ricerca e sviluppo. Mi capita di mappare i portatori di interesse per azioni o obiettivi di governance grazie al valido supporto fornito dalla teoria manageriale (azionariato, fornitori, management, sindacati, dipendenti, banche, clienti, enti pubblici, associazioni e fondazioni di varia natura ed estrazione, associazioni di categoria, ecc..) , ma credo di non aver mai identificato tutti i possibili stakeholder di SESA vista la moltitudine di piccoli interlocutori polverizzati nelle zone dove offriamo i nostri servizi.

 Quali sono la missione e la visione di SESA?

Qualcosa può essere emerso durante le risposte precedenti , ma sinteticamente potrei dire:
“ correttezza e trasparenza nei confronti degli azionisti e degli altri stakeholder; gestire la società con integrità, efficacia ed efficienza; permettere alle proprie risorse umane un congruo livello di sicurezza, di benessere e lo sviluppo delle loro conoscenze ; esercitare la propria attività nel rispetto dell’ambiente e dei principi legati alla sostenibilità “.

Cosa prevedono le vostre politiche di Sviluppo Industriale per i prossimi anni? 

Dopo cinque anni di tumultuoso sviluppo aziendale, sia a livello impiantistico che a livello di organico (sono più che raddoppiati i collaboratori di SESA in questo periodo giungendo a quota 200 dipendenti) , si sta cercando di esportare la nostra tecnologia in altre regioni e perché no, in altre nazioni.

Che forme di prevenzione in materia di sicurezza ambientale ha adottato SESA?

Ovviamente viviamo in una Regione dove certi argomenti non vengono lasciati al caso o alla buona volontà delle singole aziende, specie in tema di rifiuti. Ovviamente sono state applicate tutte le disposizioni di Regione, Provincia, USL, ARPAV ed i controlli interni ed esterni, pianificati o a sorpresa da parte degli enti citati, sono all’ordine del giorno.
Parallelamente a quanto anzidetto è bene ricordare che sono attuati dei continui monitoraggi su matrici, fossi pensili, falde ed emissioni in atmosfera e, a fronte della consolidata esperienza in materia, SESA spesso collabora con il legislatore per migliorare processi e controlli.
Parlando di riscontri tangibili l’evento alluvionale del 2010 ha messo a dura prova gli impianti causando parecchi danni, ma i sistemi di sicurezza ambientale previsti hanno retto benissimo e non vi è stato alcun sversamento di rifiuto.

Guardando l’organigramma di SESA non abbiamo trovato il Dipartimento Marketing; quale sarebbe il motivo di tal assenza?

Non c’è il dipartimento ma la funzione c’è ed è sotto il coordinamento della presidenza con delle collaborazioni anche esterne. Ovviamente tutto è perfettibile e si dovrebbe fare di più, ma, come ho più volte ho detto durante il corso del mio mandato, SESA, essendo basata su una struttura bicefala (spesso punto di forza nel suo agire), ogni tanto ci mette un po’ a sincronizzarsi.

Rispetto all’immagine sotto riportata, in quale iniziativa strategica collocherebbe SESA a fronte delle sue politiche gestorie? 

Sviluppo sostenibile perché l’azienda ha pienamente coscienza del suo ruolo all’interno della società e, partendo da tal prospettiva, mira a far evolvere il suo modello di business verso obiettivi sempre più ispirati a fini etici e responsabili.

Quali strumenti di rendicontazione adotta l’azienda per divulgare i risultati raggiungi in ambito: sociale, ambientale ed economico?

Fino ad oggi la rendicontazione EMAS. Per il futuro anche il bilancio di sostenibilità .

Notando le certificazioni conseguite ci domandiamo: “avete intenzione di raggiungere eventuali ulteriori attestazioni in ambito procedurale?”

Con l’EMAS si è raggiunto il massimo delle attestazioni volontarie relativamente alle prestazioni ambientali e alla loro trasparenza .

SESA, a fronte dei notevoli quantitativi di energia prodotti e consumati, predispone il Bilancio Energetico?

Si, in occasione della richiesta di attribuzione dei certificati bianchi. Questa certificazione mira ad attestare la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile relativamente però alla non emissione di CO2 di origine fossile in atmosfera . Per intenderci, nel 2011 SESA ha prodotto energia da fonte rinnovabile equivalente al consumo anno civile di 15000 famiglie.

Vista la congettura economica e le difficoltà di assunzione per i cittadini disoccupati, quali sono le procedure attuate da SESA per evitare forme di discriminazione tra gli aspiranti ad un posto di lavoro?

Responsabilizzando i dirigenti dei vari reparti relativamente al personale che assumono e cercando di concedere il colloquio a tutte le persone che lo richiedono .
Negli ultimi due anni per colpa della crisi le richieste di lavoro sono “scoppiate” ed onestamente, non riusciamo ad incontrare tante persone quante sono le richieste!

L’anno scorso è entrata in vigore la nuova raccolta differenziata con l’uso delle schede magnetiche. Secondo il parere di tanti cittadini il numero di svuotamenti minimi obbligatori è troppo alto e dovrebbe essere rapportato ad un periodo annuale e non ridotto a frazioni trimestrali. Con l’attuale metodo non si prende in considerazione la stagionalità perché d’inverno si fanno meno rifiuti (umido e secco) rispetto al periodo estivo. Ne consegue che durante l’inverno avanzano degli svuotamenti ed invece d’estate il cittadino deve pagare di più perché supera il numero minimo (senza considerare poi che i rifiuti che non sono a pagamento sono raccolti una volta ogni due settimane). Tutto ciò, a nostro modesto parere, ci fa pensare che la soglia di svuotamenti non è rapporta all’effettivo utilizzo del servizio, ma bensì a qualcosa di imposto dall’alto e su base forfettaria, logica incomprensibile in questo periodo di grave crisi economica per le famiglie.

Passato un anno la disapprovazione da parte dei cittadini rimane alta, in quanto non hanno avuto delle risposte in merito. Di conseguenza, cosa ne pensa l’azienda di tutto ciò?

SESA non è un’autorità di politica ambientale; SESA è un’azienda operativa si occupa di raccolta, fornendo gli impianti di riferimento territoriale o strategico per la gestione dei rifiuti. Spetta al Bacino Padova Tre determinare o cambiare le modalità di raccolta comune per comune.

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